Vecchie monete da 200 lire: ecco quanto valgono oggi

E’ estremamente interessante far valutare le vecchie monete italiane come quelle da 200 lire che presentano vari punti di interesse e numerosi appassionati, in grado di mettersi sulle tracce di monete diffuse per un numero di anni sufficiente da diventare riconoscibili, anche a distanza di molti anni dall’uscita di scena della lira.

La 200 lire è nata per essere una moneta comune e presenta poche analogie con altre emissioni italiane del periodo: sicuramente la più famosa è quella che è costituita dalla forma di un grosso ingranaggio che occupa praticamente tutta la parte frontale, ma non è assolutamente l’unica tra quelle che sono state coniate.

Oggi sono ovviamente monete fuori corso come del resto tutte le altre lire, dal 2002, e proprio per questo il valore è in sensibile aumento nel corso degli ultimi anni, in particolar modo può raggiungere quote piuttosto interessanti, a patto di posserere pezzi davvero rari ed interessanti, come quelli che osserveremo oggi.

Storia di una moneta

Ma prima un po’ di storia: la 200 lire è stata concepita in varie forme, ma si tratta di un taglio monetario che semplicemente non esisteva in formato metallico prima della seconda metà degli anni 70. Infatti con la rapida forma di perdita di valore del denaro, la lira italiana tra gli anni 70 ed 80 ha visto una notevole forma di cambiamento tra nuovi tagli di monete e banconote.

Effettuare restyling ma anche coniate nuovi tagli di banconote ha infatti portato almeno nelle intenzioni una forma effetiva di riduzione dell’inflazione, prima di quest’epoca erano state concepite solo forme in banconota da 200 lire. Questa moneta che è rimasta in produzione fino al 2001 ha avuto diversi esemplari al suo interno molto interessanti.

Sono circa una ventina infatti le monete commemorative che presentano una superficie diversa su uno dei lati, anche se queste sono poco ricercate dai collezionisti semplicemente perchè ancora oggi molto facili da trovare. Gli esemplari della 200 lire più “inseguiti” ed apprezzati sono paradossalmente quelli che sembrano assolutamente normali, parte della serie principale.

Identikit della 200 lire

Come detto non esiste una forma effettiva di esempio per paragonare la 200 lire ad un altro esemplare precedente: dopo alcuni mesi di test, nella seconda metà sono state diffuse le prime 200 lire concepite in una lega non nuova ma conosciuta in altri esemplari e che è stata poi utilizzata anche per altri pezzi, come la 500 lire bimetallica, un’altra moneta molto famosa.

La lega si chiama bronzital, ed è effettivamente un ottone dal colore bronzeo, può sembrare costituita da oro ma questo metallo prezioso non è presente anche perchè l’emissione è stata concepita fin dal principio per essere dal valore comune, non troppo alto ma neanche eccessivamente effimero, anche per questo è stata lungamente impiegata.

Da una parte è presente il grosso ingranaggio che contorna il valore della moneta, al di sotto è presente l’anno di coniatura con la firma dell’incisore, mentre l’altra estremità segue la falsariga di altre monete italiane del tempo: un profilo femminile di stile classico, che presenta la dicitura della Repubblica Italiana tutta intorno.

Valore

Il valore non è facilissimo da declamare immediatamente, si tratta di monete che come evidenziato non sono antiche ma non sono neanche da ignorare nella configurazione delle emissioni italiane: vanno quindi trattate in modo giusto, e se la maggior parte non vale molto, alcuni pezzi sono molto interessanti, bisogna però fare attenzione ad alcuni dettagli.

Andando subito al sodo una forma effettiva di esemplari rari sono costituiti dai pezzi di Prova: si tratta di una serie di esemplari dalla quantità molto risicata perchè banalmente non era considerato necessario concepire un alto numero per i pezzi “prototipo”. Rispetto a quasi tutte le altre monete italiane, le 200 lire di prova sono pressochè identiche a quelle poi “finali”.

E’ l’esemplare meglio valutato sul mercato numismatico e può arrivare facilmente a valere fino a 600 euro se in ottimo stato, senza difetti e di fatto non impiegato in modo evidente, valutazione che aumenta fino a 850 euro se il pezzo presenza condizioni perfette, pari al Fior di Conio, quindi come se non fosse mai effettivamente circolata.

Errori di conio – valore

Altri esemplari ricercati sono costituiti da errori di conio, che però solo pochi risultano essere ufficialmente riconosciuti e quindi facili da valutare, in particolare spiccano 2 esemplari errori di conio, sviluppati sul finire degli anni 70. Come altri errori di questo tipo sono risconrabili effettivamente su pochi pezzi, per questo è abbastanz acomplicato trovarli, ma non è comunque impossibile.

Il primo è conosciuto come Mezzaluna ed ha riguardato alcuni esemplari del 1978 che presentano un errore di coniatura abbastanza piccolo, visibile solo ad un occhio attento, bisogna guardare il collo della donna che presenta una forma di “sbaffo” in rilievo sulla parte anteriore del collo. Esemplare che vale tra i 40 ed i 220 euro per un pezzo in Fior di Conio.
Nel 1979 invece sono divenute popolari le comunque rare monete da 200 lire “Testa pelata” nome dovuto alla presenza “mancata” dei capelli sulla fronte della donna, anche questo un errore naturalmente “non voluto” da parte del conio. Se è presente la firma dell’incisore il valore può superare i 250 euro, in caso contrario “resta” sui 100 euro come valore massimo.

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