Con frutti zuccherini e polposi, il pesco è uno degli alberi da frutto che, se si ha la possibilità, vale la pena coltivare in giardino. Richiede certamente cure specifiche e diverse attenzioni, ma il risultato sarà un raccolto generoso con cui si potranno poi preparare dolci, confetture e molte altre prelibatezze.
Tra le cure più importanti, la potatura è fondamentale e sapere quando e come eseguirla è essenziale per evitare danni. Una potatura scorretta, infatti, potrebbe compromettere lo sviluppo del nostro albero e ridurre di conseguenza la produzione di frutti, oltre a renderlo più vulnerabile e soggetto a malattie.
Quindi, in sostanza, è cruciale seguire le giuste indicazioni riguardo tecniche e tempistiche, se desideriamo che il nostro pesco possa prosperare. In ogni caso, non dobbiamo dimenticare che per una crescita sana e rigogliosa, un pesco necessita anche di altre cure come una corretta concimazione, un’adeguata irrigazione etc.
Quando potare il pesco
Qual è il periodo ideale per potare il pesco? Si potrebbe pensare che la potatura possa essere eseguita quando più ci conviene, ma non è esattamente così. Esistono delle tempistiche precise quando si tratta di potare un albero o una pianta in generale e variano a seconda della specie, ed è importante ricordarsi di rispettarle.
Il momento più adatto per il pesco varia a seconda del clima e delle condizioni specifiche della pianta ma in generale possiamo effettuare la potatura principale tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, ossia adesso, a marzo. Si tratta del periodo migliore in quanto le piante iniziano a uscire dalla fase di riposo vegetativo e tornano a essere più attive e in fase di crescita attiva. Così facendo andremo a stimolare la crescita di nuovi rami.
Nelle zone più a nord, come Lombardia o Piemonte, giusto per fare un esempio, dove l’inverno è più rigido, è sempre consigliabile attendere la fine completa delle gelate, che altrimenti potrebbero danneggiare seriamente le nostre piante nei punti appena tagliati. In zone più miti, al contrario, possiamo anche anticipare un pochino i tempi.
Come si effettua la potatura del pesco
Se vogliamo che la nostra potatura sia efficace è il caso di eseguirla con attenzione e cura, in modo tale da evitare poi di compromettere la produzione di frutti. Il nostro obiettivo principale, quando andiamo a potare, è eliminare tutti quei rami che possono risultare più deboli o danneggiati, nonchè secchi.
Si vuole in questo modo andare a favorire i rami più giovani, dandogli la possibilità di ricevere più nutrienti che altrimenti verrebbe distribuito anche in quelli più deboli. Un fattore importante da non dimenticare è quello di dare alla chioma del nostro albero una forma regolare e non troppo fitta, in modo tale da permettere il passaggio di aria e luce nelle parti più interne.
Ricordiamo poi di usare sempre degli attrezzi puliti, affilati e sempre disinfettati dopo ogni taglio. Si tratta di una pratica da osservare sempre in quanto ci permetterà di evitare che malattie o parassiti possano passare da un ramo malato a uno sano. Infine, quando disponibile, può essere il caso di passare del mastice cicatrizzante su ogni parte tagliata, in modo tale da fornire una protezione in più contro eventuali malattie.
Le tipologie di potatura
Non tutti lo sanno, ma esistono diverse tipologie di potatura che possiamo applicare, ognuna adatta a situazioni diverse. La potatura di formazione, ad esempio, si esegue durante i primi anni di vita dell’albero e ha il compito di regolare la forma della chioma in modo da favorire nel corso del tempo una crescita armoniosa.
La potatura di produzione, al contrario, serve per quegli alberi ormai pronti a fruttificare e si esegue, come intuibile dal nome, per aumentare la resa della pianta. Si tratta di una potatura che prevede il taglio dei rami più vecchi, e dunque improduttivi, in modo tale da favorire lo sviluppo di quelli più giovani.
La potatura di ringiovanimento, invece, è un tipo di potatura particolare che diventa necessaria soprattutto negli alberi più anziani, o verso quelli trascurati da molto tempo. In pratica, si va a tagliare gradualmente la chioma, riducendola, e si favorisce la crescita di rami nuovi in modo tale da prolungare la vita produttiva della pianta.
Irrigazione e concimazione
Come abbiamo accennato all’inizio, la potatura non è l’unica cosa da portare avanti se si vuole avere una pianta forte e produttiva, serviranno anche acqua e nutrimento. Proprio l’irrigazione è un aspetto importante, in quanto il pesco ha necessità di buoni quantitativi di acqua, specialmente durante la fase di crescita dei frutti.
Per quanto riguarda il concime, invece, possiamo decidere sempre se vogliamo utilizzarne di naturali o di artificiali. I primi sono fertilizzanti organici, come il composto o il letame, gli altri sono prodotti formulati in laboratorio equilibrando a seconda delle necessità volute diversi elementi nutritivi come fosforo, potassio e azoto. In fase di fruttificazione, ad esempio, è il caso di usare dei concimi a lento rilascio in modo talte da garantire un apporto costante e prolungato.